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Davide Pappalardo
coordinatore editoriale Il Saper Fare
davide.pappalardo@tiscali.it

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VALORIZZARE IL SAPER FARE

La presenza di un Partito Comunista di massa con l’ambizione di rifondare un pensiero ed una pratica comunista è una necessità al tempo stesso democratica e rivoluzionaria, con la sua funzione di critica teorica all’esistente, di riconquista di una politica non separata dai contenuti, dai soggetti, dalla partecipazione democratica e non delegata, l’apertura di un rapporto reale con la società, le sue contraddizioni e le sue sofferenze, per produrre movimenti di massa ed unitari per l’alternativa.

Un punto fermo della battaglia anticapitalistica e della resistenza al pensiero unico, per la ricostruzione di un tessuto forte di relazione tra i soggetti oggi aggrediti dalla modernizzazione e dalla globalizzazione.

L’idea che ci guida è la conquista dal basso, del conflitto sociale, di un insieme di conquiste sulla base delle quali e con le quali costruire una svolta nella politica economica e sociale a livello nazionale ed europeo.

Il peggio non si combatte con il meno peggio, ma con l’alternativa e per le/i comuniste/i è il socialismo.

E’ necessaria un’accelerazione  della costruzione di una sinistra di alternativa, antiliberista, anticapitalistica, una struttura plurale nella quale ognuno porta la sua fisionomia, compreso il PRC che non può rinunciare all’ambizione di pensarsi e chiamarsi comunista.

Nel contempo perseverare nel dialogo, confronto, con le sinistre moderate e di governo, le forze che compongono il centro sinistra.

Un dialogo che non deve essere condizionato dall’obiettivo della ricerca immediata di alleanze che sfocino in formule di governo.

Un “lavorare” questo per dare corpo ad un terreno unitario e di sinistra, con un’autonomia delle sinistre rispetto ai caratteri ed alle compatibilità con il sistema, per un loro ruolo prioritario nella società che non si esaurisce in termini di gestione delle istituzioni democratiche.

Costruire l’alternativa è necessario, oltre che possibile. Le condizioni:

-        attenersi alla politica con coerenza, l’arma più efficace non solo di difesa ma d’innovazione, se assume come propria ragione d’essere la prospettiva di un diverso modello sociale;

-        riattivare l’autoriforma del Partito avanzata nel V° congresso sin ora disattesa per l’affermarsi, al contrario, di una logica oligarchica del modo di fare politica ed essere organizzazione, centralistica e di pochi, che ha fatto venir meno ruolo e protagonismo delle strutture decentrate in particolar modo quello dei circoli e di conseguenza quello delle/i iscritte/i.

Al raggiungimento di questi obiettivi è unicamente indirizzato l’operare politico di <<VALORIZZARE IL SAPER FARE>> libera organizzazione interna e luogo di ricerca teorico-politica che unisce iscritte/i al PRC e non (art. 3 dello Statuto approvato al V° congresso).

Un operare come “contributo di tendenza” alla costruzione di un nuovo Partito Comunista di massa ed allo sviluppo nella sua strategia politica, e per questo diverso e contrastante con la pratica di “Partito di correnti” che si è affermata con il V° congresso e sviluppata successivamente.

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